dal Settembre 1982 sui sentieri della Toscana...

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USCITA del 13 Aprile 2013 (Domenica)

Dopo una lunga assenza dalle settimanali camminate con la Compagnia (causa il... "benedetto" Herpes Zoster), stamani ho deciso di rischiare; eccomi quindi, 8 precise, al piazzale dell'ex-Liceo.
Beh, non s'era mica pochi al fatidico appuntamento: oltre a me, Panicacci, Ammannati, Alberto Chimenti, Alberto Petralli, Brotini, Brucini, Cerbioni, un nuovo acquisto (di cui cercherò di fare il nome in una prossima occasione), Adelina e un altro (forse) che non rammento, c'era anche un cane bianco, grande come un vitellino e buonissimo.
Toiano e i suoi calanchi
Giro lungo: macchine alla Croce presso Collegalli e da lì, sulla sinistra fino ad entrare nella bellissima campagna sottostante Toiano (in alto, sui calanchi, sulla destra) e scendere poi nella strada (costellata da frane) che va alla Sughera. 
L'abbiamo abbandonata dopo un pò, risalendo sulla sinistra fino a concludere, dopo circa due ore e venti, il bellissimo giro panoramico. Aria mite, sole e nessun vento fastidioso hanno agevolato l'escursione che qui merita di esser immortalata in poche, ma notevoli fotografie.
Saluti a tutti.
La campagna intorno a noi

Albero solitario

Cipresso nel prato

Case nella natura

La Compagnia del Buoncammino, al ritorno, passa
accanto ad uno stagno.

r.m.

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USCITA del 30 Dicembre 2012

Abbastanza freddo, stamani, dopo le tiepide insolite giornate passate; pochi, quindi, all'appuntamento usuale.
Oltre a me, Ciampini e signora, Panicacci e Ammannati, Brucini, Cerbioni ed un "socio" della Compagnia (di cui non ricordo il nome) che è tornato dopo diversi mesi di assenza. 
Subito dopo la partenza, nei pressi di Agliati e prima
 di affrontare la salita, si costeggia la vecchia zona
 mineraria dove si estraeva l'Anidride Carbonica.
Si decide di fare la cosidetta "Pazza", così, lasciate le (2) auto nei pressi di Agliati, siamo saliti su per la mitica salita e poi, dopo un largo giro in senso antiorario siamo tornati al punto di partenza quando ormai il freddo, giuro, non si sentiva più.
Tempo totale 2 ore.

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Quattro di noi

Il Prof. Caciagli, "Barone", Maresco Martini e Marino nel Luglio 2009

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USCITA del 25 Novembre 2012 (Domenica)

Bella giornata, mite. Partecipanti: Evelina, Ammannati, Brucini, Brotini, Cerbioni, Panicacci e il sottoscritto.
Panicacci e Cerbioni in cammino verso Balconevisi
Giro semplice: da Balconevisi a Collegalli e ritorno. Bella passeggiata, poco stancante e salutare.

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USCITA del 15 Ottobre 2012 (Domenica)

Nebbia nelle valli, al mattino
Verso Cigoli la nebbia si dossolve
La Compagnia in marcia verso Paesante...
Dopo qualche tempo che avevo disertato il solito appuntamento al Piazzale dell'ex-Liceo (per vari motivi: assenza, pigrizia, maltempo, poca voglia...) eccomi prontissimo a vedere chi altri, dei Compagni Buoni Camminatori, è lì presente. O bella! Inopinatamente siamo in molti: ben 9 ai quali si aggiungerà il Brucini. Ci sono, tra gli altri, la signora Adelina, il Caciagli, i due di San Miniato Basso e poi il Brotini, il Cerbioni, il Chimenti... insomma sono ben 10 persone (più un cane) quelle desiderose di scarpinare in questa non fredda mattinata d'autunno. Dove si va? La paura della "mòta" fa dire a molti: "A Cìgoli!" (vorrebbero evitare di infangarsi le scarpe, i pàvidi) e così sia.
Verso Molino d'Egola
Bella è bella ma che razza di pianta è?
Campo con covoni verso Molino d'Egola
Quindi a piedi dal Piazzale per la strada che porta a Cìgoli salvo prendere al balzo la proposta dell'Ammannati che pretende di deviare per Paesante; ok, troppo triste camminare sull'asfalto fino alla ridente frazione e poi tornarsene indietro, meglio qualche imprevisto. E così si scende fino a incontrare la strada che, a destra, porta a Molino d'Egola: per lì ci incamminiamo. Spunta un pò di solicchio; i campi sono splendidi, la nebbiolina. che ci aveva accolti al mattino, a poco a poco si alza. Noi si cammina volenterosi per la strada asfaltata ma pochissimo transitata e accogliamo di cuore, seppur con qualche esitazione del Chimenti, la provvida deviazione-scorciatoia che, sulla destra, ben prima di Molino, si inerpica su per lo sterro fino a depositarci proprio davanti alla porta di Cìgoli, dove sbuca.
Alla fine della salita che ci porta a Cigoli
Da qui, ricompattate alquanto le fila (il Caciagli e l'Adelina non le vedremo più tanto sono staccati) partiamo per San Miniato dove, dopo due ore e 20 minuti, stanchi dagli 11 chilometri percorsi ma appagati, alfine arriviamo.

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USCITA del 1 Maggio 2012 (Martedì, Festa Nazionale)

Non mi aspettavo di trovarne poi tanti, disposti alla camminata infrasettimanale, e infatti eccoci solo in 3 (tre!) all'appuntamento ex-liceale. Boh! Si vede che gli altri sono talmente appassionati del Lavoro che non vorrebbero a nessun costo privarsi del piacere di celebrare, dormendo, la loro benemerita passione.
Giancanio nella natura
Dunque, oltre a me, presenti, abili e arruolati ecco i due arcinemiciamici Alberto e Canio. La mattinata, dopo la pioggia notturna, promette bene e così partiamo per Corniano con la macchina di Giancanio (* vedi nota).
Lasciata l'auto su un lato della strada siamo quindi partiti verso Coiano dove siamo giunti alle ora 9 e 15.
La cagna Gilda, nostra compagna di escursione
Che si fa? Si prosegue, dice Alberto. Canio nicchia (il cielo, dopo il pallido sole mattutino, si oscura), ma io appoggio la proposta e così, democraticamente, la decisione dell'avanzata, passa a maggioranza (66 per cento).
Fiore azzurro
Si prosegue sulla strada asfaltata, poi ad un certo punto si entra nel bosco a sinistra e, costeggiando il bel paesino di Castelnuovo Valdelsa si inizia una larga e lunga digressione circolare che ci riporta (ma sono già le 10 e 30) sulla strada per Corniano. Io e Alberto siamo davanti, Giancanio ci segue a 100 metri di distanza, distolto dal conversar con noi, dalla premonizione di succulenti asparagi che, seppur celati nelle alte erbe delle prode, non possono sfuggir certo al cùpido sguardo indagatore elefantesco. Insomma, asparago qui, asparago là, il camminator-gastrònomo riempie sì, il capace sacchetto (da cui previdentemente mai si distacca) di esili e profumatissimi frutti (e cosa, se no?), ma viene distanziato da noi due che, poco propensi alle soste vegetal-alimentari, ma desiderosi piuttosto di giunger a casa prima del prossimo inevitabile diluvio, allunghiamo perentoriamente il passo. 
Papavero
Panorama su Castelnuovo
Morale: all'auto arriviamo diversi minuti prima di Canio. Lui non si vede. Cominciamo a preoccuparci e a tale scopo interroghiamo gli scarsi frequentatori di quelle zone. Alla fine un impolverato ciclista ci rassicura: "Giancanio? E' dietro. L'ho visto fermo a raccattar gli aspàragi!". E ora che si fa? Ci diciamo, muti, con gli sguardi incréduli. Beh, proseguiamo a piedi, è l'ovvia risposta. Alle 11 e 40 siamo a casa (ognuno nella sua). Telefona Giancanio dicendo che il suo ritardo era dovuto a una non meglio precisata "impellente e irrinunciabile necessità". Gli credo (del resto una tale "necessità" può esser anche il desiderio di farsi una frittata agli asparagi di campo), e subito, poiché è festa civile, civilmente lo perdono.

* La macchina di Giancanio: una di quelle auto chiamate in America One Way Car nel senso che, se ci si monta, si sa quando si parte ma non si sa quando (e se) si torna.

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